Non bisogna sottovalutare l'importanza della musica durante il periodo della gravidanza.
Intervista alla dottoressa Francesca pasini.
Ciao a tutti!! Vi piace la musica? vi piacciono i bambini? A me entrambi e così ho pensato di creare questo blog in cui tratterò lo sviluppo della musica nei bambini piccoli, e piccolissimi. Buona lettura... e mi raccomando commentate, mi piacerebbe sapere le vostre opinioni!
mercoledì 11 gennaio 2012
lunedì 9 gennaio 2012
Musica e favole al nido
Ho trovanto un sito dove c'è ben spiegato in poche righe, come raccontare una favola con l'ausilio della musica e la sua importanza.FAVOLE E MUSICHE PER GIOCARE
La storia utilizza un linguaggio particolarmente caro al mondo dell’infanzia e la vicenda narrata diventa perfetta cornice dell’evento sonoro, conducendo per mano il piccolo in una passeggiata coinvolgente nel mondo dei suoni. Il “c’era una volta” … accompagna il bimbo ad incontrare … orsetti musicisti, uccellini canterini, elefanti ballerini, pentole sonanti, flauti magici, oggetti tintinnanti … tutti protagonisti speciali di storie che fanno cantare, suonare, ascoltare e danzare; protagonisti speciali di storie che fanno giocare con i suoni. In queste storie la musica è la star assoluta, si avviluppa intorno alla narrazione, la commenta, illumina le emozioni, colora le descrizioni, diventa “punto d’ascolto” privilegiato della vicenda stessa. Gli ingredienti di ogni favola sono musiche, canti, filastrocche, danze, marce, girotondi, strumenti musicali, oggetti sonori che, nelle mani dell’educatrice, diventano preziosi arnesi di lavoro, utili a catturare l’attenzione dei piccoli e a introdurli attivamente in mondi sonoro-musicali sconosciuti e inesplorati. Il corso teorico-esperienziale prevede l’analisi degli ingredienti musicali di alcune storie e di diversi momenti laboratoriali.
Fonti:
martedì 3 gennaio 2012
Musicoterapia
Ho letto un articolo che parla della musicoterapia che mi ha molto interessata. Descrive questa pratica in modo generale e non del tutto specifica per l'infanzia, ma c'è anche una parte dedicata all'approccio della musicoterapia con i bambini.
Ditemi cosa ne pensate.
Buona lettura.
La musicoterapia è una disciplina che utilizza un mediatore corpo sonoro al fine di migliorare la qualità di vita della persona, mirando a stabilire un rapporto saldo tra paziente e musicoterapista.
In realtà la musicoterapia non rappresenta un paradigma unitario, bensì un insieme di tecniche con origini e sviluppi indipendenti, con analogie e differenze profonde, che sono applicate con finalità preventiva, riabilitativa e terapeutica a diversi quadri clinici, sia in infanzia che in età adulta.
Per utilizzare le parole di uno dei padri fondatori di questa disciplina, l’argentino Rolando Omar Benenzon “la musicoterapia è una disciplina paramedica che usa il suono, la musica e il movimento per produrre effetti regressivi e per aprire canali di comunicazione che ci mettano in grado di iniziare il processo di preparazione e di recupero del paziente per la società."
In infanzia l’ambito di applicazione più documentato è quello relativo ai Disturbi Pervasivi dello Sviluppo, con particolare riferimento alla sindrome autistica, alla disabilità motoria, al Ritardo Mentale, ma anche a patologie organiche, come le paralisi cerebrali o alle anomalie genetiche, come la sindrome di Down.
In tutti i quadri clinici caratterizzati da turbe relazionali e difficoltà di comunicazione l’utilizzo di uno strumento musicale, anche fatto con del materiale semplice, purchè sicuro, si pone come una sorta di oggetto transizionale, per utilizzare un concetto di Winnicott, cioè un ponte tra il bambino ed il terapeuta, creando un’area intermedia di esperienza all’interno della quale il processo comunicativo e l’espressione delle emozioni possono essere facilitate.
L’incontro con lo strumento diventa pertanto incontro con un universo espressivo che appartiene al bagaglio culturale collettivo ed individuale. L’utilizzo di uno strumento tra il piccolo paziente ed il musicoterapeuta, avvenendo all’interno di una relazione empatica, diventa catalizzatore di una sintonizzazione emotiva, come direbbe Daniel Stern, in grado di facilitare l’emergere di quegli “affetti vitali”, quel senso del Noi che appaiono drammaticamente congelati nelle patologie dello spettro autistico. E’ soprattutto in questi quadri che un coinvolgimento attivo del bambino, come avviene nella seduta di musicoterapia, è in grado di contrastare la passività e la stereotipia, caratteristiche tipiche di questa patologia.
Nella disabilità e nella patologia di origine organica la musicoterapia favorisce lo sviluppo della motricità, della comunicazione e del linguaggio, inserendosi all’interno del processo riabilitativo come una preziosa risorsa per potenziare le capacità del paziente, per migliorare la sua qualità di vita, dal punto di vista personale ed interpersonale.
Le potenzialità di questa disciplina sono da attribuirsi pertanto all’utilizzo di un metodo di intervento non verbale, generalmente riconosciuto come il mezzo elettivo di intervento sul bambino in età pre-linguistica, all’interno di una relazione empatica tra il piccolo paziente ed il musicoterapeuta
Dott.ssa Isabella Ricci
Psicologa
giovedì 29 dicembre 2011
Chi è Beth Bolton?
Fonti:
http://www.musicainculla.it/cosa_leggere/bolton2.asp
martedì 27 dicembre 2011
Modi diversi di fare musica al nido
Vi metto a confronto due modi diversi di fare musica al nido, per introdurre i nostri piccoli amici alla musica fin dai primi mesi di vita.
Un video vi illustra le tecniche di Edwin Gordon messe in pratica dalla dottoressa Beth Bolton , mentre il secondo video mostra applicata la musicoterapia. Bisogna premettere che all'interno dei due video il targhet di bambini utilizzato è diverso. Fatemi sapere cosa ne pensate e magari anche quale preferite tra i due metodi.
Musica in culla con Beth Bolton a Torino
Un video vi illustra le tecniche di Edwin Gordon messe in pratica dalla dottoressa Beth Bolton , mentre il secondo video mostra applicata la musicoterapia. Bisogna premettere che all'interno dei due video il targhet di bambini utilizzato è diverso. Fatemi sapere cosa ne pensate e magari anche quale preferite tra i due metodi.
Musica in culla con Beth Bolton a Torino
Musicoterapia e bambini-mamme nella rete
lunedì 26 dicembre 2011
Attività sonora
Non è difficile costruire un 'attività sonora al nido. Una delle prime cose da fare è stabilire il targhet dei bambini che parteciperanno all'attività. Ad esempio se si ha un gruppo di quattro o cinque bambini di due anni (quindi ultimo anno di asilo nido) le educatrici possono inventarsi una storia e con delle illustrazioni farsi aiutare dai bambini a raccontarle facendogli fare i rumori e i versi che sono protagonisti della storia. Una delle storie più utilizzate è quella di "Simone l'acchiappasuoni" che tra l'altro è stata creata per questo scopo. Questa storia parla di Simone che una mattina si sveglia presto al suono della sveglia, a queste parole i bambini dovranno fare il suono della sveglia, e lo possono fare con degli strumenti che le educatrici lasciano a loro disposizione o con la loro voce. La storia continua con Simone che entra in bagno e sente cadere una goccia per volta dal lavandino, e qui lo stesso i bimbi faranno il suono delle gocce. E così via fino alla fine della storia.
lunedì 19 dicembre 2011
Creare oggetti sonori per il nido
Per creare degli oggetti sonori non serve molto: bastano piccoli oggetti comuni e tanta fantasia.Sarebbe bello che alcuni strumenti venissero costruiti dai bambini stessi con l'aiuto delle educatrici, come ad esempio le maracas facilissime da costruire basta avere dei bicchieri o contenitori simili riempirli con del riso o semini chiudere i due bicchieri assieme e il gioco è fatto, oppure si possono prendere dei legnetti e attaccarci con dei fili degli oggettini in metallo come chiavi, tappi, bottoni ecc... sempre con i tappi e dei bastoni in legno si possono costruire dei sonagli. Lo stesso si può fare con delle conchiglie.
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